lunedì 22 febbraio 2010

Cirò Marina - Visita all'azienda Librandi

Da un pò di tempo mi sto guardando intorno per trovare spunti, e soprattutto compagnia, per fare del mototurismo. Il mio motoclub sta attraversando, almeno secondo me, un periodo di stanca ed al momento non si intravedono obiettivi. Malgrado da circa un anno abbia rappresentato la necessità di proporre un'offerta ai soci, che sostanzialmente dovrebbe semplicemente consistere in un calendario , ad oggi ancora nulla si vede all'orizzonte e con la primavera alle porte non abbiamo ancora idea di cosa fare. Nell'attesa, poichè la pulsione di uscire in moto è forte, come già detto ho iniziato a guardarmi intorno. Navigando su internet, ma anche grazie ad approcci diretti, ho appurato che "i cugini" del motoclub OFFTRACK di Cinquefrondi si sono inventati un tour molto interessante ed avente per tema "Calabria terra dei vini" (non sto qui a descriverlo se vi interresa jiti a lu link e vi lu lejti). Io avevo fame (di uscire in moto), lo mi hanno fatto venire sete.....convogliare a nozze è stato un battito di ciglia.
Così ieri ho preso parte alla prima tappa che prevedeva la visita all'azienda vinicola Librandi di Cirò Marina; rinomata nel mondo ed orgoglio dell'industria calabrese. Partenza alle 08.00 dalla loro sede con recupero di altri amici lungo la strada. Visto che alla fine eravamo 11, calcisticamente parlando, questa la formazione: Giampiero, Daniela, Giò, Anna, Marcellino (Marcè non te la prendere ma x me sarai sempre Marcellino anche se ormai hai anche tu la barba bianca....), Antonio, Dino, Antonio, Nuccia, Giambattista ed io, il tutto spalmato su otto moto.
Dopo una nottata di acqua e grandine siamo partiti con un tempo variabile che però lasciava presagire il fatto che volenti o nolenti una bottarella d'acqua l'avremmo presa e puntualmente, nel tratto Maida - Catanzaro, abbiamo preso una bella "scotolata" di pioggia che comunque è stata del tutto ininfluente sullo spirito della giornata. Verso le 11.00 siamo giunti a Cirò Marina dove, dopo avere atteso l'arrivo di Antonio e Nuccia, abbiamo visitato l'azienda. All'inizio, ad essere sincero, avevo sottovalutato tale circostanza poichè ero prevalentemente "preso" dal fatto di farmi una bella cavalcata in moto in bella compagnia. Invece devo dire che è stata una bella esperienza avendo scoperto realtà per me totalmente sconosciute ed apprendendo nozioni sul ciclo produttivo del vino. E' stato come una sorta di flashback, ma dagli sguardi dei miei compagni ho l'impressione che non lo sia stato solo per me, come quando ai tempi, ormai lontani (...ma molto ....), delle elementari ti portavano in gita a visitare appunto delle aziende.
Terminata la visita siamo andati al "quaglio", ovvero alla degustazione dei prodotti. Sostanzialmente abbiamo pranzato con un mega antipasto a base di salumi, formaggi e prodotti tipici calabresi conservati sottolio , innaffiando il tutto con vini al top della produzione di quella azienda. Abbiamo gustato quattro tipi di vino ed esattamente il bianco "Efeso" (vero Marcellì?) ed i rossi "Duca Sanfelice", "Magno Megonio" e "Gravello". Signori: uno spettacolo. Non sono un intenditore ma mi sento di potere dire che quei vini avevano tranquillamente ben più di una spanna in più, e scusate il giro di parole, di tanti altri vini più o meno rinomati che mi è capitato di bere. Questa la mia personale classifica: 1° Magno Megonio; 2° Efeso; 3° Duca Sanfelice; 4° Gravello ... de gustibus non disputandum est (non ho studiato latino ma dovrebbe essere così...).
Dopo la degustazione che si è conclusa, per la gioia del fegato che ieri ha avuto il suo bel da fare, con un pò di grappa e di spumante rigorosamente prodotti dalla Librandi, ci siamo rilassati un pò perchè effettivamente non era il caso di rimettersi in moto ed affrontare i 210 Km che ci separavano da casa. Sia chiaro, nessuno si è ubriacato, ma qualche lieve strascico qualcuno, di cui non faccio il nome ma il cognome: ops non lo conosco, lo ha avuto. Dopo avere salutato gli amici che ci hanno accolto ed ospitato in modo ineccepibile facendoci sentire a casa nostra, abbiamo fatto poche centinaia di metri e ci siamo "accampati" per un'oretta abbondante ad una stazione di servizio dove tra caffè e qualche chiacchiera abbiamo ripreso conoscenza. Ripeto: non eravamo ubriachi ma... ma.... afflitti da un piacevole torpore, toh!
Verso le 16.30 abbiamo quindi ripreso la strada di casa ed abbiamo fatto una bella galoppata sino a Marcellinara, rigorosamente, almeno io ma anche Giampiero, con la mentoniera aperta per farci accarezzare dalla fresca aria dello Jonio che ha avuto il suo bel da fare, quasi 100 Km, per debellare totalmente il torpore malgrado fosse già stato attenuato dalla sosta. A Marcellinara Giovan Battista ci ha offerto un bel caffè, che ci voleva, e dopo esserci salutati con altri amici, di cui - non me nevogliano - non ricordo il nome, abbiamo ripreso la via di casa dove siamo giunti verso le sette e mezzo.
Cosa dire.
Una gran bella giornata la cui ciliegina sulla torta è stata la vittoria della Fiorentina in rimonta sul Livorno!!!!
Grazie e complimenti agli amici dell'azienda Librandi.
Grazie agli amici di Offtrack i quali mi hanno accolto fraternamente e da signori non facendo minimamente cenno alla mia appartenenza al MC Paolo Rossi Cina.
Ora appuntamento al 21 Marzo per la seconda tappa presso la ditta Lento di Lamezia Terme.
E questo è il semplice itinerario da 432 Km A/R
P.S.
Non me ne vogliano gli amici del Paolo Rossi Cina. Non è mia intenzione tradirli ed almeno per quest'anno è mia intenzione restare fedele alla loro causa purchè coincida con la mia: fare mototurismo o, più semplicemente, uscire in moto. Non chiedo altro.

venerdì 6 novembre 2009

Champios League: Fiorentina - Debreceni. Una passeggiata...

Da qualche anno la Viola è in Champios e per la circostanza, visto che non siamo ancora in pianta stabile in questa competizione europea, ogni tanto faccio una capatina a Firenze per il gusto di assistere dal vivo a qualche partita ed assaporarne il clima internazionale e la splendida cornice che il Franchi, e soprattutto la mitica curva Fiesole, offre. Questa volta ho approfittato della partita di ritorno col Debreceni, squadra ungherese a me sconosciuta: e forse non solo a me... Perchè con questa squadra e non con una più blasonata? Perchè speravo, e fortunatamente è andata così visto il 5 a 2 finale, di vedere qualche gol o comunque di provare qualche gioia visto che nelle precedenti occasioni avevamo sempre pareggiato, con prestazioni discutibilissime, o perso. Inoltre con me sarebbero venute anche Maria e Cristiana e pertanto non volevo rischiare grossi affollamenti o problemi di ordine pubblico. Infatti, fotunatamente e come da previsione, tutto è andato bene. Già: tutto... proprio tutto no. Ha piovuto maledettamente. Fortunatamente avevo preso i biglietti in Tribuna coperta quindi allo stadio non abbiamo avuto alcun problema. Ma durante la giornata, quando abbiamo voluto visitare un pò il centro di Firenze, abbiamo preso tanta di quell'acqua tant'è che dopo pranzo ci siamo dovuti rifugiare in albergo. A proposito. Abbiamo soggiornato all'hotel Cosimo de Medici, in pieno centro, ed anche se siamo stati poco devo dire che ci siamo trovati proprio bene. Inecepibbile la pulizia delle stanze; silenzioso malgrado sia di fronte alla stazione centrale ed in pieno centro; cordialissimo e disponibilissimo lo staff. Lo consiglio. Comunque Firenze è sempre bella anche sotto la pioggia: soprattutto quando la VIOLA vince!!!!
Spettacolare questa vetrina eh?...

sabato 10 ottobre 2009

Bel giretto in moto tra natura, storia e buoni amici

Tempo sereno con temperature quasi estive. Un pomeriggio libero da impegni. Giro di telefonate e via. Si parte. Le cose organizzate così sono sempre le migliori poichè non possono che essere semplici. Alle 14.30 Renato, Ciccio Miki ed io ci troviamo con le moto dinanzi il negozio di Renato. Dopo una breve chiacchierata con degli amici che passando si sono fermati a salutarci, e dopo avere inutilmente atteso che qualcun'altro si aggiungesse a noi, partiamo verso un destinazione individuata lì per lì. Propongo di fare un percorso che avevo già fatto ed a cui Renato era interessato, ovvero salire allo Zomaro da Cittanova e riscendere verso Antonimina e Locri da una stradina montana che parte dalla SP 36. Tutti d'accordo? Via. L'andatura è stata turistica e rilassante e non certamente perchè con noi c'era l'ancora inesperto ma audace Miki con la sua 125.
Ciò ha consentito di gustare il panorama ed approcciare al meglio le belle e pressochè continue curve che la strada proponeva. Senza alcuna esasperazione, abbiamo affrontato decine e decine di curve che da sole chiamavano le moto a piegarsi.... bellissimo. Giunti sullo Zomaro, a circa un chilometro dall'ostello, ci buttiamo a sinistra lungo una stradina dove passa giusto un'autovettura. Qui inizia la novità del tragitto, almeno per loro avendola io già fatta un paio di volte. La vegetazione ci avvolge con i suoi colori ormai autunnali ed il sole filtra tra il fogliame creando dei raggi che sanno di mistico. La strada, tutta in discesa, inizia ad avere pendenze importanti ed ai lati offre paesaggi mozzafiato. Sulla nostra destra domina il monte "tre pizzi", così denominato appunto per le sue particolari tre guglie. Dopo circa una paio di chilometri ci fermiamo in un tratto dove in pochissimo spazio è stata realizzata un'area attrezzata e dove c'è una fontana. Scesi dalle moto, mi fa molto piacere vedere che Renato e Ciccio manifestano il loro apprezzamento per il sito e per il percorso.
Miki invece vedi dei gattini e ci si butta a capo fitto iniziando ad accarezzarli.
Ci intratteniamo un pò, beviamo un pò d'acqua e dopo qualche foto e qualche rilassante chiacchierata riprendiamo la strada che porta verso Antonimina prima e Locri dopo. Anche questa parte di percorso si snoda, soprattutto nel prima tratto, in una serie di tornanti strettissimi, a poche decine di metri uno dall'altro e con pendenze molto importanti il tutto in uno scenario fantastico. Giunti sulla SS 111, all'altezza dell'ospedale di Locri, anzichè scendere in città decidiamo di risalire con destinazione Gerace dove giungiamo dopo circa venti minuti. Non sto qui a parlarvi di Gerace perchè penso che non sia proprio il caso vista la sua notorietà internazionale. Parcheggiamo le moto e ci andiamo a prendere un bel gelato, seduti a tavolino, al bar dinanzi al duomo.
Abbiamo tracorso una bella mezzoretta in piena serenità e mia ha fatto molto piacere apprendere che sia Ciccio che Renato apprezzavano questo tipo di uscita in moto. Dove prevale la tranquillità, la serenità, il gusto di stare insieme e di condividere quello che il giro in moto offre, piutto che stressarsi in motoraduni dove magari ci si va più per dovere che per piacere, con ritmi serrati, scomodità e lunghi periodi in cui non si sa che fare.
Consumato il gelato, e ringraziato Ciccio per avercelo offerto, ripartiamo alla volta di casa.
Bello, mi sono proprio rilassato e Miki s'è sparato un'altra ottantina di chilometri lungo un percorso che per unprincipiante presentava davvero notevoli difficoltà.
Alla prossima.................

giovedì 8 ottobre 2009

La prima di Miki: Giretto in moto Trepitò - Zomaro

Finalmente è arrivata la moto di Miki.
Dopo alcune settimane di attesa, siamo riusciti ad andare a prendere a Reggio Calabria l'Honda CBF 125 e, dopo avere ultimato le formalità per l'assicurazione, siamo riusciti a metterla su strada. Dopo qualche giretto fatto nei giorni scorsi vicino casa per conoscere ed abituarsi al mezzo, oggi abbiamo deciso, vista anche la splendida giornata pressoche' estiva, di "iniziare" Michele alla passione motociclistica.
Per fare ciò abbiamo individuato un itinerario relativamente breve ma per un principiante piuttosto difficoltoso. Siamo infatti saliti da Molochio sino a giungere al villaggio Trepitò per poi passare dallo Zomaro e riscendere da Cittanova lungo l'ex SS 111 ora SP 1. Circa 65 Km tutti curve e tornanti....... Devo dire che Miki se l'è cavata proprio bene. Solo qualche piccola esitazione da fermo nelle partenze, ma l'approccio delle curve e l'educazione stradale sono state veramente ottimali. Francamente non me l'aspettavo forse anche perchè, da genitore, prevaleva più l'apprensione che la fiducia nelle capacità del ragazzo (meditate genitori......).
Lungo il tragitto abbiamo fatto alcune piccole soste un pò per spezzare il ritmo, un pò per gustare gli splenditi scenari che quei luoghi offrivano.
Comunque è stato un bel pomeriggio in famiglia. Infatti con me e Miki c'era anche zio Peppe. Speriamo che si decida a tenere la moto e che anche lui si decida a decollare con il suo Pegaso senza indugiare ulteriormente in modo che momenti come questi possano ripetersi e migliorarsi.
Speriamo bene. MIKI: in bocca al lupo e prudenza!!!

giovedì 1 ottobre 2009

Giretto in moto con gli amici

Inaspettamente oggi mi chiama Gerardo e mi propone di uscire in moto con degli amici. Appuntamento alle 14.30 destinazione Zomaro. Veramente ero un pò stanco. La chiamata mi è arrivata verso le 13.40 ed io ancora ero in Tribunale per un processo. Inoltre ieri sera avevamo fatto un pò tardi al motoclub ma soprattutto avevamo brindato......molto.... Fatti due conti, la giornata era splendida, la compagnia era buona e soprattuto ero riuscito a terminare in Tribunale alle 14.10, ho deciso di andare. Al punto di incontro trovo Gerry, Giovanni, Ciccio, Stefano e Gianluca. Ci dividiamo perchè qualcuno doveva fare rifornimento e qualcun'altro doveva passare dal gommista. Ci rivediamo dopo cinque minuti lungo dinanzi la chiesa della "Catena" dove, tutti insieme, partiamo verso Cittanova dove recuperiamo Ferdinando. Quindi ci spariamo la bella salita che ci porta allo zomaro e quindi a Canolo nuovo dove ci ricongiungiamo con Rocco ed altri quattro amici.
Loro mangiano un panino, noi prendiamo un caffè e ci spippiamo chi una sigaretta chi un sigaro, facciamo qualche foto e poi decidiamo di scendere da Canolo Vecchio verso Siderno. Malgrado abbia diverse volte fatto quella strada non mi stanco mai di gustrami quegli splendidi panorami. Lungo la strada tortuosa è stato bellissimo vedere il "serpentone" che si formava con le nostre 13 moto. Ogni tanto ci fermavamo per per osservare attentamente il panorama e con la scusa attendavamo i ritardatari.
Giunti a Siderno, Rocco ed i suoi amici sono dovuti rientrare mentre noi altri abbiamo deciso di andarcene sul bel lungomare di Siderno.

Li ci siamo fermati ed abbiamo iniziato una tranquilla chiacchierata sulle nostre moto, prevalentemente naked infatti ero solo io con una moto diversa, il mio fantastico V Strom. Dalla chiacchierata siamo passati ai fatti nel senso che abbiamo fatto un uso promiscuo delle nostre moto. Ad uno ad uno abbiamo tutti provato le moto degli altri. E' stato un gran bel momento associativo che si è svolto in modo totalmente spensierato e sincero. Bello! Quindi ce ne siamo tornati a casa dalla S.G.C.. Alla partenza Gerry disse:"Ragazzi torniamocene con calma senza correre e gustiamoci la strada" e tutti "Si. Ok". Parole gettate al vento. All'imbocco della superstrada ero in testa e mi sono piazzato a 130; tranquillissimo come d'accordo tra l'altro. Ad uno ad uno sti figli di una buona donna m'hanno superato e si sono persi. Ci siamo poi rincontrati allo svincolo di Cinquefrondi: all'arrivo praticamente. Comunque mi sono diverti e soprattutto rilassato dopo le ultime uscite col motoclub nelle quali mi ero un pò innervosito per alcuni atteggiamenti. Bueno! Alla prossima. Ecco qualche foto e l'itinerario (circa 75 Km).

domenica 6 settembre 2009

Motoraduno a Gambarie (...in agro-dolce)

Ieri sono voluto andare al Motoraduno organizzato dal motoclub Reggio Bikers che si è svolto nella bella cornice di Gambarie. Era da un pò che non partecipavo ad un motoraduno e l'idea di andaremene un pò al fresco nelle alture aspromontane mi attirava. Inoltre ero curioso di vedere i paesaggi ed i panorami che mi poteva offrire il giro organizzato dal club in base al quale da Gambarie saremmo andati a Reggio Calabria, dove un Lido ci avrebbe offerto l'aperitivo, per poi tornare su. Un bel giro; circa 80 Km per un dislivello di circa 1300 mt tra paesaggi marini e montani. Il mio motoclub quest'anno non ha pianificato nessun calendario e le poche uscite che sono stare fatte sono state realizzate solo grazie alla volontà ed all'iniziativa di poche individualità. Infatti è stata solo una coincidenza il fatto che venerdì scorso mi abbia chiamato l'amico Renato per dirmi che il motoclub avrebbe partecipato a quel raduno con alcuni motociclisti. Renato mi prospettava anche una sorta di programma in base al quale dopo essere scesi a Reggio da Gambarie, anzichè tornare su, ci saremmo staccati dal corteo per andare a pranzare in un ristorantino a Gallico che "u Dottori" conosceva. Rappresentando che comunque io a Gambarie ci sarei andato anche da solo poichè era mio interesse farlo, ho comunque dato la mia adesione all'uscita di gruppo. Appuntamento alle 08.15 di ieri all'Agip sull' SGC.

Con me ho voluto portare Cristiana poichè le piace andare in moto ed in altre circostanze ha manifestato un certo interesse per questo tipo di manifestazioni. Visto il gran caldo e la totale assenza di nubi ci siamo attrezzati in modo leggero con dei semplici giubottini di jeans giusto per quel pò di frescura che avremmo potuto trovare in quota visto che poi, tra il programma proposto dal club organizzatore e la consueta variazione proposta dal mio club, tutto si sarebbe svolto a livello del mare dove, proprio per la giornata di ieri, le previsioni meteo davano Reggio calabria da bollino rosso con temperature sino ai 34°.

All'appuntamento all'Agip u "Dottori" non c'era. C'erano invece Renato, Carmela, Peppe ed Antonio. Pronti? Via; si parte.

Arriviamo tranquillamente a Gambarie, dove ci registriamo, ed abbiamo giusto il tempo per un caffè che subito si parte per il giro a cui ambivo poichè il versante sud di Gambarie non l'avevo mai fatto. Alla partenza per il giro iniziano le ormai consuete rimostranze: "Ma vale la pena fare sto giro?"; "che dite lo facciamo o no?". Ormai assuefatto a questa routine, rispondo con la semplice frase che ormai adotto in queste circostanze e che può sembrare superba: "Voi fate come volete: io vado. Eventualmente ci vediamo qui."

E' chiaro che ognuno è libero di interpretare i motoraduni come meglio crede ed in quest'ottica mi piace cogliere l'opportunità che mi viene concessa dagli organizzatori di visitare posti nuovi e provare l'emozione di farlo insieme a tanti altri appassionati motociclisti a cui assolutamente non dispiace stare in sella.
Giunti a Reggio Calabria, il plotone sfila sul chilometro piu bello d'Italia ed è una bella sensazione. Quindi ci fermiamo ad un Lido dove ci viene offerto un aperitivo, a dire il vero, molto semplice. Nel fare ciò iniziano le prime disquisizioni sulle modalità di rientro (...già, sarebbe troppo facile riaccodarsi al gruppo e risalire....) Alla fine viene deciso di lasciare il gruppo e risalire da Campo Calabro. Pongo quindi la domanda su dove avremmo pranzato e mi viene detto che a Gallico non si andava più in quanto non c'era "u Dottori" e che quindi avremmo trovato qualche sistemazione a Gambarie. Questa soluzione un pò mi turbava in quanto come già detto non ero organizzato a livello di abbigliamento sulla scorta del programma che mi era stato proposto ed in base al quale probabilmente tutto sarebbe terminato a Gallico dopo il pranzo. Invece ora c'era da risalire a Gambarie con l'incertezza di dove mangiare. Circostanza questa che avrebbe certamente allungato i tempi con conseguente probabile abbassamento delle temperature, almeno in quota. Comunque, pur di stare insieme e, reduce dall'esperienza di Scanzano Jonico, per non essere il solito polemico accettavo anche se a malincuore.
Risaliamo quindi da Campo Calabro percorrendo una bella e tortuosa strada che in alcuni tratti ha concesso panorami mozzafiato sullo stretto che purtroppo non avuto il tempo di fotografare. Comunque il giro in moto è stato bello e questo, per me, è quel conta e devo dire che ne è valsa la pena al punto che l'appagamento smorzava le mie perplessità in ordine all'organizzazione dell'uscita.
Arrivati a Gambarie, ci catapultiamo al primo ristorantino che troviamo, tra l'altro convenzionato col motoraduno e che quindi offriva pasti a 10 euro. Unico problema: c'erano solo due tavoli separati che non potevano essere uniti ma che tuttavia erano sufficienti per noi otto. Anzi sette perchè Antonio non aveva appetito. Vista la situazione decidiamo insieme di dividerci nei due tavoli. Ad un tavolo si siedono Carmela, Romualdo e la moglie che ci avevano raggiunto a Reggio, e Renato. All'altro mi siedo io con la mia Cristiana. Peppe era come al solito in giro, ma davo per scontato che quanto sarebbe arrivato si sarebbe seduto lì,ed Antonio, come già detto, non aveva appetito e gironzolava nel parco chiuso. Bè, per farla breve, alla fine io e Cristiana abbiamo mangiato da soli. Infatti Peppe ha pensato bene di sedersi a pranzare con alcuni suoi amici di fuori regione ed ironia della sorte si è seduto proprio al tavolo accanto al nostro. Francamente ci sono rimasto male. Carmela e Renato hanno evidentemente notato il mio disappunto e molto gentilmente mi proponevano di andare comunque al loro tavolo. Non ho accettato. In primo luogo perchè il cameriere aveva già preso la comanda ed apperecchiato il tavolo; il chè poteva creare problemi al gestore. In secondo luogo, non ero dell'umore giusto. Avrei rovinato anche il loro di pranzo. Certo è che mi sono sentito molto solo. Un corpo estraneo in un gruppo affiatato.......
Terminato il pranzo io e Cri abbiamo fatto una passeggiata nel parco chiuso in modo da digerire: lei il cibo, io l'incazzatina. Quindi sempre io e Cri abbiamo fatto un giro sulla seggiovia e lei ne è stata entusiasta. Ciò mi ha ricaricato e rasserenato. Infatti la prima intenzione di rianderme subito dopo quella passeggiata è stata sopravalicata dal buon senso di praticare un riavvicinamento e così è stato. Il resto del pomeriggio è trascorso molto serenamente. Addirittura abbiamo messo Cristiana a fare volantinaggio per promuovere il "nostro (?)" motoraduno. Sul tardi sono arrivati anche Tullio, Mario, "Pallina" e gli altri amici di San Giorgio e Polistena coi quali abbiamo serenamente chiacchierato, passeggiato e consumato qualche caffè all'interno del parco chiuso. Alle 19.30 circa rientro a casa.
Nel complesso, come ho voluto indicare nel titolo, una giornata in agrodolce. Bella da un punto di vista motociclistico. Abbiamo infatti percorso circa 250 chilometri attreversando paesaggi e quote diverse con degli scorci mozzafiato. Sia chiaro, anche i rapporti tra noi sono stati ottimi e sereni solo che ancora non riesco ad adattarmi, o assuefarmi, a certe decisioni, atteggiamenti e motivazioni che invece il resto del gruppo da per scontato. Da qui il tocco agro della giornata. Ma il problema non è certo del gruppo che è storico e consolidato e lungi da me l'idea di volere minimamente modificare tale andatura. Tuttavia anche io penso di avere il diritto di divertirmi o comunque di rilassarmi. Vedremo......