Ieri sono voluto andare al Motoraduno organizzato dal motoclub
Reggio Bikers che si è svolto nella bella cornice di Gambarie. Era da un pò che non partecipavo ad un motoraduno e l'idea di andaremene un pò al fresco nelle alture aspromontane mi attirava. Inoltre ero curioso di vedere i paesaggi ed i panorami che mi poteva offrire il giro organizzato dal club in base al quale da Gambarie saremmo andati a Reggio Calabria, dove un Lido ci avrebbe offerto l'aperitivo, per poi tornare su. Un bel giro; circa 80 Km per un dislivello di circa 1300 mt tra paesaggi marini e montani. Il mio motoclub quest'anno non ha pianificato nessun calendario e le poche uscite che sono stare fatte sono state realizzate solo grazie alla volontà ed all'iniziativa di poche individualità. Infatti è stata solo una coincidenza il fatto che venerdì scorso mi abbia chiamato l'amico Renato per dirmi che il motoclub avrebbe partecipato a quel raduno con alcuni motociclisti. Renato mi prospettava anche una sorta di programma in base al quale dopo essere scesi a Reggio da Gambarie, anzichè tornare su, ci saremmo staccati dal corteo per andare a pranzare in un ristorantino a Gallico che "u Dottori" conosceva. Rappresentando che comunque io a Gambarie ci sarei andato anche da solo poichè era mio interesse farlo, ho comunque dato la mia adesione all'uscita di gruppo. Appuntamento alle 08.15 di ieri all'Agip sull' SGC.
Con me ho voluto portare Cristiana poichè le piace andare in moto ed in altre circostanze ha manifestato un certo interesse per questo tipo di manifestazioni. Visto il gran caldo e la totale assenza di nubi ci siamo attrezzati in modo leggero con dei semplici giubottini di jeans giusto per quel pò di frescura che avremmo potuto trovare in quota visto che poi, tra il programma proposto dal club organizzatore e la consueta variazione proposta dal mio club, tutto si sarebbe svolto a livello del mare dove, proprio per la giornata di ieri, le previsioni meteo davano Reggio calabria da bollino rosso con temperature sino ai 34°.
All'appuntamento all'Agip u "Dottori" non c'era. C'erano invece Renato, Carmela, Peppe ed Antonio. Pronti? Via; si parte.
Arriviamo tranquillamente a Gambarie, dove ci registriamo, ed abbiamo giusto il tempo per un caffè che subito si parte per il giro a cui ambivo poichè il versante sud di Gambarie non l'avevo mai fatto. Alla partenza per il giro iniziano le ormai consuete rimostranze: "Ma vale la pena fare sto giro?"; "che dite lo facciamo o no?". Ormai assuefatto a questa routine, rispondo con la semplice frase che ormai adotto in queste circostanze e che può sembrare superba: "Voi fate come volete: io vado. Eventualmente ci vediamo qui."
E' chiaro che ognuno è libero di interpretare i motoraduni come meglio crede ed in quest'ottica mi piace cogliere l'opportunità che mi viene concessa dagli organizzatori di visitare posti nuovi e provare l'emozione di farlo insieme a tanti altri appassionati motociclisti a cui assolutamente non dispiace stare in sella.
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Giunti a Reggio Calabria, il plotone sfila sul chilometro piu bello d'Italia ed è una bella sensazione. Quindi ci fermiamo ad un Lido dove ci viene offerto un aperitivo, a dire il vero, molto semplice. Nel fare ciò iniziano le prime disquisizioni sulle modalità di rientro (...già, sarebbe troppo facile riaccodarsi al gruppo e risalire....) Alla fine viene deciso di lasciare il gruppo e risalire da Campo Calabro. Pongo quindi la domanda su dove avremmo pranzato e mi viene detto che a Gallico non si andava più in quanto non c'era "u Dottori" e che quindi avremmo trovato qualche sistemazione a Gambarie. Questa soluzione un pò mi turbava in quanto come già detto non ero organizzato a livello di abbigliamento sulla scorta del programma che mi era stato proposto ed in base al quale probabilmente tutto sarebbe terminato a Gallico dopo il pranzo. Invece ora c'era da risalire a Gambarie con l'incertezza di dove mangiare. Circostanza questa che avrebbe certamente allungato i tempi con conseguente probabile abbassamento delle temperature, almeno in quota. Comunque, pur di stare insieme e, reduce dall'esperienza di Scanzano Jonico, per non essere il solito polemico accettavo anche se a malincuore.
Risaliamo quindi da Campo Calabro percorrendo una bella e tortuosa strada che in alcuni tratti ha concesso panorami mozzafiato sullo stretto che purtroppo non avuto il tempo di fotografare. Comunque il giro in moto è stato bello e questo, per me, è quel conta e devo dire che ne è valsa la pena al punto che l'appagamento smorzava le mie perplessità in ordine all'organizzazione dell'uscita.
Arrivati a Gambarie, ci catapultiamo al primo ristorantino che troviamo, tra l'altro convenzionato col motoraduno e che quindi offriva pasti a 10 euro. Unico problema: c'erano solo due tavoli separati che non potevano essere uniti ma che tuttavia erano sufficienti per noi otto. Anzi sette perchè Antonio non aveva appetito. Vista la situazione decidiamo insieme di dividerci nei due tavoli. Ad un tavolo si siedono Carmela, Romualdo e la moglie che ci avevano raggiunto a Reggio, e Renato. All'altro mi siedo io con la mia Cristiana. Peppe era come al solito in giro, ma davo per scontato che quanto sarebbe arrivato si sarebbe seduto lì,ed Antonio, come già detto, non aveva appetito e gironzolava nel parco chiuso.
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Bè, per farla breve, alla fine io e Cristiana abbiamo mangiato da soli. Infatti Peppe ha pensato bene di sedersi a pranzare con alcuni suoi amici di fuori regione ed ironia della sorte si è seduto proprio al tavolo accanto al nostro. Francamente ci sono rimasto male. Carmela e Renato hanno evidentemente notato il mio disappunto e molto gentilmente mi proponevano di andare comunque al loro tavolo. Non ho accettato. In primo luogo perchè il cameriere aveva già preso la comanda ed apperecchiato il tavolo; il chè poteva creare problemi al gestore. In secondo luogo, non ero dell'umore giusto. Avrei rovinato anche il loro di pranzo. Certo è che mi sono sentito molto solo. Un corpo estraneo in un gruppo affiatato.......
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Terminato il pranzo io e Cri abbiamo fatto una passeggiata nel parco chiuso in modo da digerire: lei il cibo, io l'incazzatina. Quindi sempre io e Cri abbiamo fatto un giro sulla seggiovia e lei ne è stata entusiasta. Ciò mi ha ricaricato e rasserenato. Infatti la prima intenzione di rianderme subito dopo quella passeggiata è stata sopravalicata dal buon senso di praticare un riavvicinamento e così è stato. Il resto del pomeriggio è trascorso molto serenamente. Addirittura abbiamo messo Cristiana a fare volantinaggio per promuovere il "nostro (?)" motoraduno. Sul tardi sono arrivati anche Tullio, Mario, "Pallina" e gli altri amici di San Giorgio e Polistena coi quali abbiamo serenamente chiacchierato, passeggiato e consumato qualche caffè all'interno del parco chiuso. Alle 19.30 circa rientro a casa.
Nel complesso, come ho voluto indicare nel titolo, una giornata in agrodolce. Bella da un punto di vista motociclistico. Abbiamo infatti percorso circa 250 chilometri attreversando paesaggi e quote diverse con degli scorci mozzafiato. Sia chiaro, anche i rapporti tra noi sono stati ottimi e sereni solo che ancora non riesco ad adattarmi, o assuefarmi, a certe decisioni, atteggiamenti e motivazioni che invece il resto del gruppo da per scontato. Da qui il tocco agro della giornata. Ma il problema non è certo del gruppo che è storico e consolidato e lungi da me l'idea di volere minimamente modificare tale andatura. Tuttavia anche io penso di avere il diritto di divertirmi o comunque di rilassarmi. Vedremo......